Parlare di anomalia italiana è stucchevole, lo so. Ma ci sono episodi che ti fanno sognare di fare i bagagli alla volta di paesi più normali di questo. Dove non sia pensabile portare in Parlamento chi chiama Luciano Maiani "gran figlio di una ballerina che fa la scienza" (grazie a Giuseppe Regalzi di Bioetiche per la segnalazione). O dove un governo si vergogni a promettere milioni di euro a chi cataloga Umberto Veronesi come "scienziato squillo" (Riformista 18 Dec. 2007). Per fermare la candidatura di Gabriella Carlucci non possiamo fare nulla. Ma sui fondi promessi alla Fondazione dei diritti genetici di Mario Capanna, chi frequenta Palazzo Chigi potrebbe e dovrebbe vigilare.
Recentemente nella categoria scienza e antiscienza
Ci sono errori che la comunità scientifica non può perdonare al mondo politico. Risulta difficile ingoiare il rospo, in particolare, quando un candidato si dimostra disposto a cavalcare sentimenti antiscientifici che possono avere un forte impatto negativo sull'intera società, magari soltanto per piccole convenzienze del momento. Qualche giorno fa ha compiuto questo errore John McCain, quando ha dichiarato pubblicamente che una sostanza usata in passato nella produzione dei vaccini per l'infanzia "è responsabile dell'aumento dei casi di autismo negli Stati Uniti". Le cose ovviamente non stanno così, lo dimostrano innumerevoli rapporti. Ma sarebbe sbagliato liquidare l'uscita di McCain come il frutto di un gap di conoscenze. C'è il sospetto più che fondato che per guadagnare un applauso in più (compiacendo le aspettative della mamma di un bimbo autistico durante un dibattito pubblico) il candidato alla Casa Bianca abbia consapevolmente abdicato alle proprie responsabilità. Perché il rispetto delle conoscenze scientifiche è l'ingrediente fondamentale per qualsiasi politica efficace di tutela della salute (e dell'ambiente) e i danni delle campagne di demonizzazione dei vaccini sono arcinoti. Ne sa qualcosa la Gran Bretagna, dove nel 1998 uno pseudoscandalo sul presunto legame tra vaccino trivalente per rosolia, morbillo e parotite ha convinto molti genitori a non vaccinare i propri figli favorendo nuovi focolai epidemici. Finora i candidati premier italiani hanno parlato pochissimo di argomenti scientifici, ma il nostro paese ha una pessima tradizione in questo campo: il caso Di Bella spicca su tutti per gravità, ma gli esempi in cui la politica ha strizzato l'occhio alla pseudoscienza non si contano. La speranza è l'ultima a morire, ma è presto per capire se Veltroni sarà capace di segnare un cambiamento di sostanza oltre che di immagine anche su questo fronte.

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