Rebranding Girls

In Cina c’è un’élite di donne ambiziose in ascesa, nei decenni passati il comunismo ha cercato di promuovere la parità di genere, ma il ruolo tradizionale della donna, tipico delle strutture patriarcali (patrilneari e patrilocali) è ancora un pesante fardello. Per questo è davvero un’occasione mancata la rinuncia da parte dell’agenzia Akqa a lanciare la campagna Ni Shi l’8 marzo sui social network cinesi. Ne parlo oggi sul Corriere della sera. Ni Shi significa Tu sei, e doveva comparire come un luccichio sulle labbra scarlatte di un volto da copertina. Tu sei: una pensatrice, un’artista, una foreza, una madre, una figlia. Questa immagine era nata da una gara tra agenzie internazionali per dire “speriamo che sia femmina” con il linguaggio della grande pubblicità. Le foto, audaci e bellissime, si possono vedere qui ed è un vero peccato che debbano restare delle provocazioni su carta. http://www.fastcompany.com/magazine/161/ads-that-rebrand-baby-girls

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