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L'Oms alla sbarra

Oggi l'assemblea del Consiglio d'Europa si riunisce per audire un gruppo di esperti e decidere se la pandemia è stata una bufala (la diretta qui). La tesi è folle dal punto di vista scientifico, considerato che il virus è indiscutibilmente nuovo, si è diffuso globalmente, ha già fatto decine di migliaia di morti, continua  a circolare e potrebbe sorprenderci con nuove ondate. Insomma, nonostante l'aggressività moderata, rientra pienamente nella definizione di pandemia, sempre che non si faccia riferimento alle definizioni  posticce artatamente messe in circolazione. Nessuno invece avvierà un'indagine per quantificare i danni che i sostenitori della teoria della bufala causano alla salute pubblica, inducendo la gente a diffidare delle autorità sanitarie e a fare scelte sbagliate.

 

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7 Commenti


Io non capisco la gente che si accanisce contro la OMS: se il vaccino salva una e solo una vita, per esempio la mia, io ringrazio uno per uno tutti i responsabili dell'operazione, quelli dell'OMS, quelli delle case farmaceutiche, quelli dei governi.
Che ci siano state alcune vittime mortali dell'influenza A tra i non vaccinati e nessuna tra i vaccinati è innegabile, vero?
Ai detrattori della politica della OMS chiedo: e se fosse toccato a te, o al tuo bimbo, o a tua moglie incinta, continueresti a sbraitare contro lo spreco del denaro pubblico?

L'Oms fa un lavoro complicato in un mondo sempre più complicato. Perciò può capitare di essere in disaccordo con le sue decisioni, ma in questo caso è in atto un'operazione di delegittimazione che io considero pericolosa, anche perché la controparte non ha alcuna credibilità scientifica ma pretende di riscrivere le politiche sanitarie globali. Ho seguito il dibattito di ieri al Consiglio d'Europa e l'ho trovato sconfortante. A cominciare dalla scelta degli "esperti" indipendenti (uno era lo stesso Wodarg e l'altro uno specialista di malattie croniche, che di influenza ha dimostrato di non sapere nulla). Per chi fosse interessato a un resoconto delle audizioni e del dibattito che ne è seguito http://www.cidrap.umn.edu/cidrap/content/influenza/swineflu/news/jan2610council.html
Quanto al profilo antropologico dei sostenitori della tesi della bufala, direi che il collante è l'avversione per le multinazionali. Si va da Gasparri ad Agnoletto.Quanto a Wodarg prima della battaglia negazionista sulla pandemia, aveva animato iniziative contro ogm, brevetti etc.


The Lancet, Volume 375, Issue 9708, Pages 6 - 9, 2 January 2010

Large trials confirm immunogenicity of H1N1 vaccines

Since the recognition of a novel influenza A H1N1 virus, in March, 2009, the virus has spread throughout the world to cause the first influenza pandemic of this century, resulting in a cumulative incidence of death of 5—14 per million in populous southern hemisphere countries.1 In view of the high likelihood that pandemic H1N1 will circulate as a dominant strain for several years, a vaccine will be the most effective long-term mitigation measure..........
Hanno preso tutti una bufala? ma se anche si confermasse "mild" quante persone potrebbero essere salvate con una procedure sicura (leggi stesso numero Lancet, tra gli altri..) con ottimo rapporto costi-benefici?Purtroppo tanti sono convinti che pandemia sia sinonimo di gravità se no non è pandemia...senza parole

Al mio commento precedente lei risponde: quanto al profilo antropologico dei sostenitori della bufala, direi che il collante è l'avversione per le multinazionali.
Non mi riferisco all'influenza A, piuttosto a possibili futuri scenari: lei non crede che una o piú case farmaceutiche possano tentare il lancio clandestino di un virus pandemico allo scopo di incrementare i loro affari?
La societá è preparata a prevenire delitti del genere?
I responsabili, se scoperti, di che potrebbero essere accusati: di crimini cotro l'umanitá?

certo che l'industria farmaceutica deve averne fatti di errori di public relation per essere sospettata di simili tentazioni...
Diciamo che non posso escludere che Hitler si reincarni nel Ceo di una farmaceutica, ma riesco a immaginare molti altri scenari più realistici di cui preoccuparmi prima di questo...

Io non ho una ·immagine· particolare dell'industria farmaceutica e non so che errori di public relation ha commesso ( peró sarei curioso di conoscerli).
Solamete il dibattito sull'influenza A mi ha portato a pensare ad alcune sue caratteristiche un pó speciali.
L'esperienza suggerisce che ció che ha la possibilitá di succedere ha qualche probabilitá di succedere.
Da questa considerazione la mia proccupazione - non tanto urgente, certo.

Caro Antonio, credo che la debacle peggiore sia stata la causa che nel 2001 ha visto big pharma contrapporsi al governo del Sud Africa che voleva importare farmaci antiretrovirali aggirando i diritti di proprietà intellettuale. Difendere gli IPR ovviamente è vitale per l'industria farmaceutica, ma quando si tratta di vere emergenze umanitarie come l'Aids in Sud Africa i trattati internazionali prevedono delle deroghe e comunque sul piano dell'immagine è stato un suicidio.

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