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La crepa

Un sistema può tenere per anni e apparire invincibile, ma a volte basta una crepa per far crollare tutto. Lo stesso sta accadendo con il clima-gate. Sul fronte britannico lo scandalo continua ad arricchirsi di inquietanti dettagli: non solo c'è stata un'eclatante violazione dell'etica scientifica, come documenta il fitto scambio di email tra ricercatori preoccupati di far sparire i dati scomodi, è stata anche infranta la legge. E' di ieri la notizia che il direttore dell'Unità di ricerca sul clima dell'Università dell'East Anglia, Phil Jones, si era personalmente attivato per evitare che gli scettici dei cambiamenti climatici avessero accesso ai dati dell'università, in violazione del Freedom of Information Act. Un'incriminazione non è più possibile a causa del tempo trascorso, ma la testa di Jones è destinata a cadere. Sul versante americano è sotto inchiesta Michael Mann, autore del grafico usato anche da Al Gore per dimostrare la natura antropica del riscaldamento globale. Le mancate evidenze sullo scioglimento dei ghiacci dell'Himalaya hanno messo sulla graticola l'Ipcc, mentre circolano indiscrezioni su alcuni dati truccati dalla Nasa. Dovevano essere i buoni che avrebbero salvato il mondo dal warming, ma potrebbero passare alla storia come i cattivi che hanno infangato le scienze del clima. (Anna Meldolesi, dal Riformista del 29 gennaio 2010)

 

 

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2 Commenti

e... sentiamo un po', Lei a quale chiesa appartiene? quella dei "global warming believers" o l'altra?

esiste della scienza dietro sta roba oppure ognuno ha le sue idee?

La ringrazio per l'attenzione!

Esiste una politicizzazione delle scienze del clima che è preoccupante, perché distorce la scienza e non aiuta il policymaking. Tra le due chiese c'è spazio per una terza via http://annameldolesi.italianieuropei.it/2009/07/la-terza-via-per-il-clima.html

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