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Gasparri aggiusta il tiro

Maurizio Gasparri dice di non credere all'esistenza di un complotto massonico-vaccinale. Piuttosto sospetta che siamo stati raggirati da un manipolo di imbroglioni "alla vaccinara". Francamente non so se sia peggio la prima ipotesi o la seconda. Anzi no, è senz'altro peggio la seconda. Se il capogruppo della maggioranza al Senato pensa che una banda Bassotti qualsiasi possa mettere nel sacco il suo Governo facendogli buttare dalla finestra quasi 200 milioni di euro per un vaccino inutile, allora significa che siamo in pessime mani. Se poi Gasparri ritiene che Barack Obama, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Gordon Brown eccetera sono stati raggirati a loro volta da altrettanti imbonitori farmaceutici, allora si salvi chi può. Vuol dire che il mondo è governato da incapaci pronti a farsi plagiare dalla prima Vanna Marchi che passa. Se ci fosse stata una Spectre capeggiata dalla perfida zarina cinese dell'Oms (Margaret Chan) insieme ai leader globali, con la complicità di scienziati e giornalisti, ci sentiremmo meno fessi. Mi torna in mente l'articolo di una columnist del Globe and Mail, Tabatha Southey, sui cospirazionisti della pandemia. Per quanto possa apparire paradossale, forse ha ragione lei quando dice che sarebbe preferibile vivere in un mondo popolato da intelligenze prestate a scopi malefici piuttosto che in uno dominato dall'insipienza. Almeno potremmo batterci per cercare di riconvertire quell'intelligenza collettiva dal male al bene. L'alternativa che ci presenta Gasparri è la stupidità collettiva e ci lascia senza speranze. Ovviamente esiste anche una terza possibilità che lui non prende in considerazione: l'Oms ha dichiarato lo stato pandemico perché effettivamente un nuovo virus si è diffuso su scala globale; per la prima volta nella storia avevamo la capacità tecnologica ed organizzativa per produrre un vaccino in tempo per la seconda ondata pandemica e nessun paese sviluppato ha voluto privarsi di questa opportunità mentre i paesi in via di sviluppo non hanno potuto permettersi il lusso; gli ordinativi sono stati fatti quando sembrava che sarebbero servite due dosi a testa (e così si spiega ciò che ha insospettito Gasparri, ovvero perché la Francia abbia più dosi che abitanti); le decisioni politiche sono state prese quando i margini di incertezza sull'aggressività del virus erano ancora elevati perché per produrre un vaccino occorrono circa 6 mesi. Per inciso non risulta a nessuno che l'Italia abbia comprato ingenti quantità di inutili vaccini contro l'influenza aviaria, ma se Gasparri ha avuto informazioni confidenziali al riguardo dal suo ex compagno di partito, l'allora Ministro della salute Francesco Storace, in questo caso pendiamo dalle sue labbra. In definitiva oltre ai due scenari già presi in esame - la cospirazione diabolica e la truffa alla vaccinara - ne esiste un terzo in cui per tutelare la salute pubblica vanno prese decisioni difficili in condizioni di incertezza. Benvenuti nel mondo reale. (Anna Meldolesi, dal Riformista del 6 gennaio 2010)    

PS In mattinata un supplemento di indagine su darwinFlu

 

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4 Commenti

“[...] per tutelare la salute pubblica vanno prese decisioni difficili in condizioni di incertezza”. Eppure la questione è semplicemente (e drammaticamente) tutta lì.
Su questo tema, da un mese e mezzo c'è un fiorire di atteggiamenti polemici che francamente mi mettono un profondo sconforto: per il semplice fatto che vengono espressi “a posteriori”, o al massimo quando si stava rilevando che l'impatto generale dell'infezione non era molto grave.
Lo stesso Silvio Garattini si distinse per un atteggiamento piuttosto superficiale, quando già l'infezione era in corso; certo anche lui aveva la fortuna di non essere stato costretto a prendere decisioni a tempo debito.
Ma anche a posteriori, visto che il pericolo non è affatto scongiurato, l'aria che tira è di una generale mediocrità. Si fa un gran strombazzare su questo presunto “big-complotto”, ma non si informa con correttezza su quelli che sono i possibili scenari futuri nel breve e nel medio termine. Se non altro descrivendo ed analizzando quelli che sono stati gli episodi storici.
Ancora una volta se politica e media (salvo poche eccezioni, naturalmente :-) ) avevano un'occasione per fare il loro dovere, beh, la stanno perdendo.

Vero. Io per brevità parlo di OGM-izzazione dell'influenza, per dire che stiamo assistendo a un fenomeno di imbarbarimento del dibattito simile a quello degli Ogm. La cosa mi ha fatto riflettere, perché confuta un classico della lettarura sulla percezione del rischio delle biotecnologie. Ovvero la tesi secondo cui c'è opposizione alle biotecnologie verdi (Ogm vegetali) ma non alle biotecnologie rosse (applicazioni per la salute). Ragionandoci però mi sono detta che forse gli Ogm e i vaccini hanno qualcosa in comune ed è il fatto che anche se i benefici ci sono eccome, sono difficili da riconoscere per le persone comuni. Quando si tratta di farmaci prima arriva il dolore poi si assume il farmaco e nessuno si preoccupa più di tanto degli effetti collaterali o del fatto che chi lo produce ci guadagna sopra. I vaccini devi prenderli prima di ammalarti, quindi i benefici sono nascosti e lo spazio per lo sciocchezzaio si allarga a dismisura

Tutti gli anni, mio padre fa diligentemente il vaccino antinfluenzale "prima di ammalarsi", e infatti si ammala nei tempi previsti, puntuale come un orologio.
Tutti gli anni.
E la prende anche bella forte.
Mia madre non l'ha mai fatto e non si è mai ammalata.
Certo, si è beccata un microcitoma in quanto ex grande fumatrice, ma non si può avere tutto. e comunque la nuova un po' deludente pandemia credo valga molto di più che una scarica di chemioterapici, al mercato attuale.
Quello che ci si chiede, en passant, è perché i dalemiani non passano armi e bagagli al PdL: i tempi son maturi, le rose son di maggio.
Possono salutare educatamente e traslocare: lì troverebbero tutto un florilegio di esercizi di stile per i loro denti: centrali nucleari fiore all'occhiello del progresso, autostrade e ponti (oddio, non che Penati non ci abbia provato!), TAV che forse così TAV non sono, inceneritori a rischio "ZERO!", come ci ammonisce l'uomo-che-sa, stufe a petrolio e motori a ciclo Otto da ecoincentivare e quant'altro fa "moderno".
Coraggio, "il" Porsche passa una volta sola.

Aggiornamento: nonostante quel che scrive Gasparri, Margaret Chan si è vaccinata. E' accaduto il 30 dicembre. E'proprio il caso di dire meglio tardi che mai.

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