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Pessimi medici

Commentando la scarsa adesione dei medici alla campagna di vaccinazione, il viceministro Fazio ha detto "Non mi straccio le vesti". Noi invece non riusciamo a farcene una ragione. Perché tutti questi medici che vanno spiegando la propria contrarietà al vaccino a giornalisti e pazienti sono dei pessimi medici. Non solo dimostrano la propria ignoranza in materia di virus e vaccini, ma quel che è peggio è che non appaiono per nulla turbati dall'idea di mettere in pericolo la salute dei propri pazienti. Proprio perché abbiamo il massimo rispetto per la nobiltà della professione medica, ci risulta difficile capire come possano andare a cuor leggero in sala operatoria durante una pandemia senza essersi vaccinati, con il rischio di aver contratto il virus, magari in modo asintomatico, e di contagiare chi ha messo la propria vita nelle loro mani. Non capiamo come possano stare a contatto con pazienti immunodepressi senza sentirsi in obbligo di proteggerli dal virus proteggendo sé stessi. Sarà la magistratura a stabilire se Chantal Carleo, la ballerina di 18 anni ricoverata al Bambin Gesù per le cure periodiche richieste dalla sua fibrosi cistica, abbia veramente contratto il virus in ospedale come sostiene sua madre. Ma è certo che in quell'ospedale, come negli altri, lavorano persone che hanno scelto di non vaccinarsi. Tra i pazienti uccisi dall'influenza negli ultimi giorni ce ne sono diversi che erano in chemioterapia, e altri malati oncologici stanno lottando contro l'influenza in terapia intensiva. Eppure il professor Umberto Tirelli dell'Istituto nazionale dei tumori di Aviano ha dovuto fare un comunicato stampa per esortare "ancora una volta tutto il personale sanitario, gli oncologi e gli infermieri che seguono i malati oncologici in trattamento a vaccinarsi, come atto di responsabilità per evitare il rischio di contagio". L'esortazione a non nuocere contenuta nel giuramento di Ippocrate, forse, pesa meno della seccatura di uno shot. E anche la comprensione del metodo scientifico sembra essere cosa rara tra i medici. Altrimenti non si spiegano storie come quella di Giulia, il giovane medico che ha raccontato alla Stampa la sua decisione di non vaccinarsi pur essendo incinta. Ha chiesto in giro ad amici e parenti, letto un po'di articoli, fatto un giro sui forum online. Non si è fidata dell'Oms né del Ministero del welfare. E se ha letto la letteratura medica, non l'ha proprio capita. (Anna Meldolesi, dal Riformista dell'8 novembre 2009)   

 

 

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5 Commenti

Anna, apprezzando molto il lavoro di informazione -- avrai tu stessa un'idea di quanto disorientate siano le famiglie e, in generale, perplessi i non addetti al lavoro -- che stai conducendo in quest'ambito, mi permetto di condividere l'impressione che faresti cosa meritoria a divulgare qualche dato scientifico anziché a riferire, in modo francamente un po' ingenuo (sono gli stessi criteri che adotta la pubblicistica "contro"), "ignoranza in materia di virus e vaccini".

Il mio è un editoriale, non un policy forum, e credo che sia evidente che si riferisce a una parte dei medici, non a tutti. Se ne avessi i mezzi andrei con un questionario sull'epidemiologia di Spagnola, Asiatica e Hong Kong, oltre che sulla moderna vaccinologia, porta a porta in tutti gli studi medici. Potrei chiedere anche di citare almeno quacuno dei lavori già pubblicati in letteratura sulla pandemia del 2009. Sono d'accordo che sarebbe ingenuo aspettarsi risultati confortanti, ma i risultati sarebbero comunque degni di interesse. Il problema comunque è che i medici dovrebbero essere formati almeno a valutare le fonti di informazione: non possono dire l'ho letto su un forum online o l'ho sentito in tv, devono dire l'ho letto sul Jama. E se il Jama (o il Bmj, o Lancet etc) non lo vogliono leggere, almeno si fidassero dell'Oms, dell'Iss, dei Cdc, invece di agire irresponsabilmente sulla base di pregiudizi mettendo in pericolo il successo di una campagna di vaccinazione oltre che la salute dei pazienti che dovrebbero curare. Se poi lei è interessato a una panoramica scientifica più hard, le segnalo che il numero di "darwin" in uscita in questi giorni contiene uno speciale sulla pandemia.

il vero problema è che non ci sono dati certi sulla reale pericolosità del vaccino, visto che non è stato testato adeguatamente. di fronte a questo anche il medico che decide di non vaccinarsi esercita un diritto come tutti gli altri cittadini, cioè quello del consenso informato e dell'eventuale rifiuto.
non si deve dimenticare inoltre l'esposizione mediatica che ha avuto l'infezione da h1n1 fin dalla sua comparsa nella scorsa primavera, producendo una vera e propria pandemia di terrore e determinando la nascita di veri e prorpi bollettini di guerra giornalieri che rafforzano l'idea che l'emotività della popolazione abbia fatto da fertilizzante sul terreno della speculazione farmacologica.

Queste sono sciocchezze. Il vaccino è testato ed è stato fatto nello stesso modo in cui ogni anno viene prodotto quello stagionale. Non posso costringere i medici a vaccinarsi, ma ho tutto il diritto di scandalizzarmi se invece di esser d'aiuto durante una pandemia sono di ostacolo. Se l'interesse del paziente non è in cima alla lista delle loro priorità, allora hanno sbagliato mestiere. Quanto all'epidemia di terrore per l'influenza, evidentemente, è meno potente dell'epidemia di disinformazione sui vaccini, visto che tante persone preferiscono non vaccinarsi.
PS «Medici, vaccinatevi e vaccinate le persone a rischio». È il messaggio che ieri (ndr il 10 novembre) ha lanciato il segretario nazionale della Federazione nazionale dei medici di famiglia, Giacomo Milillo, dopo la conferma che molti colleghi evitano di vaccinarsi e non lo consigliano ai pazienti. «Non è un comportamento corretto e professionalmente responsabile - osserva Milillo - e diffondere dubbi sulla sicurezza del vaccino, che non si basano su attendibili fonti di riferimento, crea solo confusione tra la gente. Il nostro compito primario è tutelare la popolazione, in particolare i malati cronici che assistiamo».
PS2 Così si è espresso il presidente della Società italiana di medicina generale (Simg) Claudio Cricelli: "Il mancato successo della campagna di vaccinazione può avere conseguenze gravi di cui i medici possono essere chiamati a rispondere, perché vaccinarsi per i medici è un atto di responsabilità giuridica"

Grande applauso, Anna!

Anch'io trovo scandalosa la grande ignoranza nel campo della virologia e delle vaccinazioni che una parte dei medici dimostra. C'è un gran passaparola ma ovviamente quasi nessuno si prende il tempo a verificare le dicerie. L'OMS viene criticata a tutto spiano senza approfondire il tema. Si vede solo fino alla punta del naso, come "ma è un'influenza mite" o "ma io sono sano, non mi vaccino mai contro l'influenza" o "c'è dietro la pressione dei produttori dei vaccini che fanno un sacco di soldi". Perchè loro vanno a lavorare gratis? Alcuni medici che ho conosciuto non hanno nemmeno capito che quello che succede dopo un vaccino non è automaticamente causato da questo ma si puo anche trattare di pura coincidenza di due eventi non direttamente correlati.

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