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Gheddafi e Capanna

Si è molto scritto e molto fantasticato sulle lezioni di Corano impartite da Gheddafi alle 200 hostess italiane. Ma tra un salto alla Fao e i suoi bagni di ragazze, il colonnello ha trovato il tempo per altri sorprendenti incontri. Secondo il portale di news Afrique en ligne la Guida della rivoluzione libica ha incontrato uno dei leader della mancata rivoluzione italiana. Tal Mario Cabana, in realtà Mario Capanna. Dopo aver incassato un paio di generosi emendamenti ad personam nell'ultima finanziaria del morente governo Prodi ed essersi assicurato 400.000 euro dal sindaco Alemanno, pare che ora l'ex sessantottino folgorato dalla lotta agli Ogm abbia puntato gli occhi su Tripoli. Se Gheddafi dovesse abboccare, l'album delle figurine degli eroi antbiotech si arricchirà di una new entry impareggiabile, perfetta da inserire tra il sari di Vandana e i baffi di Bové. 

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4 Commenti

non è una di quelle notizie facili da confermare, se dovessi saperne di più le farò sapere

E invece è stato facile...
Fao/ Gheddafi in visita alla Fondazione Diritti Genetici
Incontro con il presidente Capanna e bagno di folla
APCOM, 18 nov 2009
Prima di lasciare Roma, il leader della Giamahiria libica Muammar Gheddafi ha fatto visita stamattina alla Fondazione Diritti Genetici, accettando l'invito che Mario Capanna, presidente della stessa fondazione, gli aveva rivolto durante il loro incontro di domenica scorsa. In un colloquio molto cordiale Gheddafi ha voluto conoscere lo staff e la sede della Fondazione, mostrando interesse e attenzione per le sue attività nel campo delle biotecnologie e della sicurezza alimentare. L'incontro si è concluso con il dono di alcuni materiali relativi alle iniziative dell'associazione e con il saluto di una folla di cittadini che si erano radunati, nel frattempo, davanti alla sede.

Questo pezzo le è venuto proprio bene, Anna! E' davvero divertente. O meglio, lo sarebbe. Se non fosse che conferma una realtà deprimente in cui ideologi di bassa lega si prostituiscono senza remora a soli fini speculativi.
Sappiamo che ormai l'opinione pubblica nel nostro paese non ha più la capacità di indignarsi. Io però quella capacità vorrei mantenerla e quindi mi permetto di esprimere tutta la mia indignazione.

Come stanno veramente le cose?

"Il prossimo 10 di dicembre il Convivium Tehuacán Mixteca Popoloca riunirà nella valle di Tehuacán - Coxcatlán i suoi 1100 soci e produttori agricoli di amaranto (Presidio Slow Food), mais, fagioli e altre colture tradizionali della zona per festeggiare il Terra Madre Day. La celebrazione del compleanno di Slow Food sarà non solo momento di festa, ma soprattutto occasione di riflessione e di denuncia sulla recente minaccia che corrono i contadini messicani. Lo scorso 15 ottobre infatti, un giorno prima della Giornata Mondiale dell'Alimentazione promossa dalla FAO, il governo messicano ha concesso i primi due permessi per la semina in forma sperimentale di mais transgenico. La scelta di favorire le multinazionali del settore a scapito della sicurezza e sovranità di milioni di messicani è stata attuata nonostante le proteste che da tempo si susseguivano nel Paese e i pareri negativi di istituzioni e organizzazioni attive in Messico. In particolare la Conabio, Commissione Nazionale del governo messicano che si occupa di preservare la biodiversità, si è opposta «totalmente alla liberalizzazione commerciale del mais geneticamente modificato, in quanto in questo caso e con ragioni di grande peso non si può eludere il principio di precauzione, visti i rischi gravi nei quali si porrebbero le varietà di mais del Paese», ma neanche questo ha fermato lo strapotere dei colossi del transgenico. Slow Food condivide la grande preoccupazione del Convivium e per questo motivo ha deciso di schierarsi al fianco dei produttori contro la decisione presa dal governo. Il Presidente di Slow Food Internazionale Carlo Petrini ha scritto una lettera aperta per manifestare la preoccupazione di tutto il movimento Slow Food per la situazione messicana e la sua solidarietà ai produttori di Tehuacán e di tutto il Paese."

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