Ho fatto un'inchiesta sul latte non pastorizzato, scoprendo una realtà allucinante. Quasi sempre viene venduto con una dicitura fuorviante - "latte crudo" - in oltre mille distributori automatici sparsi per il paese, soprattutto nel nord Italia. I controlli (in buona parte autocontrolli) sono carenti e disorganizzati, ma hanno rilevato un numero inquietante di campioni contaminati con germi patogeni per l'uomo. Pericolosissimi per i bambini. Come la piccola di Verona che è finita in dialisi lo scorso maggio. Se partiti, associazioni di consumatori, media smettessero di correre dietro a rischi inesistenti scoprirebbero che esistono dei pericoli veri. Che si annidano nella tanto celebrata filiera corta e nell'insensato ritorno ai sistemi produttivi di una volta. Chi vuole saperne di più può leggere qui: latte crudo pagina 2 e 3 Rif 3 dic 08.pdf.
.Allarme latte crudo
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Finalmente. Ci voleva proprio un minimo di indagine su questo fenomeno. Ho sempre avuto dei dubbi in termini di sicurezza (ma anche di sostenibilità ambientale) di questo modo di trattare e distribuire il latte. Tempo fa, per dire, ne discutevo sul blog di Dario Bressanini di “Le Scienze”.
Grazie per l'iniziativa, è importante. Per ora mi fermo qui. La seguo sempre e continuerò a seguirla.
Piccola signora meldolesi,
secomdo me lei non è pagata solo dal Riformista ,ma anche dalla Granarolo e compagnia.Il povero de castro da solo non ce la fa e così c'è bisogno del suo miserabile aiuto.Diffama diffama ,qualcosa resterà.
Vergogna .
andrea busetto
Piccola signora meldolesi,
secomdo me lei non è pagata solo dal Riformista ,ma anche dalla Granarolo e compagnia.Il povero de castro da solo non ce la fa e così c'è bisogno del suo miserabile aiuto.Diffama diffama ,qualcosa resterà.
Vergogna .
andrea busetto
L'articolo è pieno di allusioni e di inesattezze scientifiche, come quella sull'Escherichia Choli, batterio normalmente presente nei processi digestivi e nell'intestino umano. Il giornalista non solo fa pseudo-scienza ma anche cattivo giornalismo: "non è chiaro..." "non si sa se la bambina...." ... ma allora di cosa stiamo parlando? A cosa ci stiamo riferendo? vogliamo contestualizzare ed informare o invece muovere a favore di altre lobby, ben più potenti di quella degli agricoltori e degli amici di Grillo (chiamare costoro lobby mi sembra insultante).
Che la carne vada cotta, non è parimenti scritto da nessuna parte, ma le buone norme d'uso vogliono che se si prende la salmonellosi per averla mangiata cruda, non si può dare la colpa al produttore. Stesso dicasi per le uova. La verità è che siamo abituati a gestire il rischio tramite un modello industriale, talmente entrato a far parte della nostra esperienza che altre modalità ci sembrano approssimative ed inefficaci. Ma tutto questo processo è socialmente (e anche politicamente) stato costruito, non dimentichiamocene.
non capisco dove sia fuorviante la denominazione "latte crudo non pastorizzato".
E' cotto? no.
quindi è crudo.
sulla pericolosità, mi pare che ci siano direttive europee ben precise (e non riportate nell'articolo del riformista) che definiscano i controlli cui deve essere sottoposto il latte, fermo restando i controlli fiscali legati alle quantità in vendita.
Se si vive in una regione come il Veneto in cui la Sanità regionale non fa controlli, la soluzione è da cercarsi altrove.
Può essere più precisa?
1) "Quasi sempre" = ? (numero)
2) "Latte crudo" = fuorviante perchè? in italiano quanto significati ha?
3) "un numero inquietante di campioni contaminati ..." = ? (numero)
4) "..con germi patogeni per l'uomo. Pericolosissimi per i bambini." = quali? nomi scientifici di questi germi e relative patologie, grazie!
..altrimenti il suo è solo "terrorismo a mezzo stampa"!
PS
io sono un consumatore abituale di latte crudo, senza problemi!
Gentile Sig.ra Meldolesi ,
puo' dare un link riguardo alla circolare Ministeriale di Borrello ?
e' in grado di pubblicarla ?
Grazie
Giuseppe Brandizzi
www.biola.it
X Curraman:
basta fare una ricerca su wikipedia alla voce "Escherichia Coli" per scoprire che l'inesattezza da lei denunciata non è affatto tale.
Anche se rappresenta un comune abitante dell'intestino e ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo, ci sono situazioni in cui E. coli puó provocare malattie nell'uomo e negli animali. Alcuni ceppi di E. coli sono l'agente eziologico di malattie intestinali e extra-intestinali come infezioni del tratto urinario, meningite, peritonite, setticemia e polmonite.
Alcuni ceppi di E. coli sono tossigenici, producono cioè tossine che possono essere causa di diarrea. La dissenteria da E. coli è una comune tossinfezione alimentare, poiché viene contratta principalmente da alimenti contaminati. La contaminazione può avvenire da carni infette non adeguatamente cotte, da latte non pastorizzato e formaggi derivati, e da altri alimenti contaminati da feci.
Nei primi mesi di ques'anno andai a fare i vaccini a mie figlie presso il distretto sanitario e una responsabile del distretto mi disse che un papà, proprietario di azienda agricola, portò loro una bottiglia di latte crudo...Io dissi "il latte crudo è quel latte che non subisce alcun trattamento termico tranne una filtratura"...Mi risposero "ma dai, vuoi che mettano in commercio latte non pastorizzato?..."
Altro caso che mi è capitato: la proprietaria di un'azienda agricola che gestisce un distributore di latte crudo sconsiglia il latte crudo ad un papà che lo voleva dare a sua figlia e gli dice che per il momento utilizzi quello pastorizzato....
Perchè?
Allora io deduco che chi fa uso del latte crudo non è correttamente informato sul prodotto che sta consumando e non sa come comportarsi, conosce i benefici ma non i rischi.
Ma stiamo scherzando?
Se il latte crudo deve essere consumato previa bollitura questo deve essere scritto: con tutti i tipi di latte che ci sono in commercio questa cosa non può essere data per scontata , la gente non può sapere o dedurre!
O forse il businnes scompare se si mette quella dicitura sul distributore?!!
Faccio i miei complimenti per l'articolo, il latte crudo mi incuriosiva parecchio, per mera "golosità", ma in effetti la mancanza di pastorizzazione mi lasciava un po' perplesso, pensavo si ovviasse con un controllo particolarmente accurato dell'igiene, evidentemente o non basta o non è così.
Che dire, forza Pasteur! :-)
P.S. per curraman, che ha commentato poco sopra: non tutti i ceppi di E. Coli sono innocui, incluso l'O157 di cui parla l'articolo, per chi fosse curioso:
http://www.sicurezzadeglialimenti.it/ecoliO157H7.htm
Capisco la sua attività di girnalista , capisco che sia sempre più facile dare cattive notizie che darne buone... mi piacerebbe che ogni tanto venisse anche raccontato l'impegno degli allevatore che non sono dei loschi figuri che sfruttano e affamano animali , ma sono persone che lavorano con passione e duramente, in un periodo di grave crisi anche per loro dove i bilanci di solito si chiudono non contando il loro lavoro... pertanto è doveroso informare i consumatori che per vendere latte crudo gli allevatori devono essere sottoposti prima di di essere autorizzati dai servizi veterinari a severi controlli sul latte (cbt, listeria, campylobacter, escheridia coli o157 aflatossine ecc) e sopratutto devono rispettare un piano di autocontrollo e sono controllati dai servizi veterinari...e sopratutto gli allevatori non si divertono a inventarsi sistemi per avvelenare la popolazione...e le bambine
Carissima Sig.ra MELDOLESI.......
si informi meglio prima di fare della cattiva informazione agevolando le ricche industrie lattiere, sfavorendo gli onesti allevatori che credono fortemente in quello che fanno, mettendoci lavoro, sacrificio, passione e SOLDI!!!
Esitono sì i protocolli di autocontrollo nelle aziende, che vengono controllati dettagliatamente dalle ASL locali, incaricate inoltre ad effettuare controlli e analisi sulla salute del latte e del bestiame che lo produce "a sorpresa".
Facile creare lo scoop, ma dipende da come lo si crea..........SI INFORMI!!!
Il signor Busetto non trova di meglio che mettermi sul libro paga della Granarolo. Invece di fare insinuazioni sul mio conto (passibili di querela), farebbe meglio a dichiarare di essere un produttore di latte non pastorizzato con distributori automatici sparsi tra Pesaro e Urbino. Farebbe bene a spiegare anche perché sul sito web della sua azienda compare solo la scritta “latte crudo” anziché “latte crudo non pastorizzato” e magari potrebbe mostrare le foto dei suoi distributori per consentirci di verificare se la stessa scritta compare anche lì, in violazione dell’intesa governo-regioni del 2007.
Curraman mi accusa di inesattezze scientifiche. Vorrei rassicurarlo: so esattamente quello che scrivo. Se il nome del batterio in alcune parti del testo non è dato per intero (specificando il ceppo, che è O157, e dilungandomi sul fatto che fa parte di quelli verocitotossici e non di quelli abitualmente presenti nel corpo umano) è solo perché un articolo di giornale non lo si può riempire di sigle e avevo cose più importanti da dire: forse dimentica che qui si parla di bambini finiti in dialisi dopo aver bevuto latte non pastorizzato (probabilmente 9 tra il 2007 e il 2008, secondo il Ministero della salute) e di un sistema di comando-comunicazione-controllo da Roma agli enti locali che non garantisce la nostra la salute. Se vuole comunque posso mandarle copia del mio certificato di laurea in biologia e il pezzo di carta conseguito dopo il master in comunicazione della scienza. Non credo che le farà piacere sapere perché ho scritto che “non è chiaro” quanti stiano applicando la circolare ministeriale. Non l’ho fatto perché non conosco la situazione ma per understatement. Avrei potuto scrivere che il responsabile della Regione Lombardia (la regione che ha mostrato maggiore trasparenza pubblicando i dati dei monitoraggi annuali) ha ammesso con me al telefono che per ora loro non si sono adeguati alla circolare. Altrove la situazione è del tutto simile: significa che i capi portatori di E. coli O157 vengono riammessi alla produzione e quindi la contaminazione del latte può continuare. Perché non parliamo di questo?
Mi si dice che la colpa non è dei produttori, ma è un po’ troppo comodo per la categoria pretendere di uscire immacolata da questo scandalo. Diciamo che la colpa è in gran parte di chi ha autorizzato il far-west dei distributori senza verificare che fosse gestibile dal punto di vista sanitario. Ma i produttori non sono tutti degli angioletti. Ad esempio, tanto per dirne una, mi risulta che il 10% del latte non pastorizzato sia annacquato. E’ una truffa dettata da avidità oppure un trucco per abbassare la carica batterica e le cellule somatiche in modo da restare (fraudolentemente) sotto le soglie previste?
Giuseppe Savo non capisce perché l’espressione “latte crudo non pastorizzato” sia fuorviante. Di fatti non lo è. Il problema (prenda nota anche Giovanni) è che invece di scrivere “latte crudo non pastorizzato” viene scritto solo “latte crudo”. E questo è fuorviante, non solo secondo me, ma anche secondo l’intesa governo-regioni e secondo il Ministero del lavoro e della salute. Savo mi ricorda che esistono normative europee ben precise e certo che esistono. Peccato però che non siano correttamente applicate. Non lo dico io ma gli ispettori comunitari della DG Sanco (Direzione generale per la salute e la tutela dei consumatori), che mandano periodiche reprimenda al nostro paese segnalando l’inadeguatezza del sistema dei controlli veterinari (non solo in Veneto). Per la cronaca esiste anche un decreto legislativo che vieta di dare informazioni fuorvianti ai consumatori, perché nessuno lo applica contro quei produttori che si fanno pubblicità affermando che il loro latte non pastorizzato è una manna per la salute?
Giovanni mi chiede di essere più precisa. Se vuole andiamo insieme a contare i 2.000 distributori per verificarli uno ad uno. Forse a lui non sembra inquietante che in Lombardia (ribadisco: la regione che ha dimostrato la maggiore trasparenza pubblicando i dati dei monitoraggi annuali) nel 2007 siano stati scoperti ben 29 distributori in cui il latte era fuori norma (è il caso di specificare che i controlli sono eseguiti sui distributori quando il latte è già entrato in commercio e qualcuno l’ha già bevuto). Riporto la casistica per intero: in 3 distributori era eccessiva la carica batterica, in 8 il tenore di cellule somatiche, in 1 entrambi i parametri, in 2 c’era Listeria monocytogenes, in 1 salmonella, in 4 c’erano campylobacter termotolleranti, in 4 Streptococcus agalactiae, in 4 E. coli O157, in 1 stafilococco coagulasi positivo, in 1 c’era un sospetto di brucellosi. E’ contento adesso, Giovanni? Perché non vuole che i consumatori siano informati sui rischi che corrono? La testimonianza di Nina (e potrei aggiungerne molte altre) dimostra che molte persone non sanno cosa bevono.
Non capisco bene di come si sia presentata questa improvvisa crisi di nervi tra i fautori delle proprietà taumaturgiche del latte crudo. Perdono tutti improvvisamente la pazienza e si mettono a fare lezioni di giornalismo. Il pezzo sul Riformista mi è stato girato da un amico, l'ho letto e non mi è affatto sembrato uno scoop campato per aria. La faccenda del latte non pastorizzato cova sotto la cenere da almeno un paio d'anni, almeno a partire da innumerevoli comunicazioni presentate in convegni scientifici. E' cosa più che nota tra i ricercatori degli istituti zooprofilattici ed esiste una nutrita letteratura scientifica sull'argomento. Io penso che ognuno di noi sia libero di avvelenarsi come crede, il problema vero semmai è avere un'informazione corretta sull'argomento. Poi che ognuno decida liberamente di come gestire le sue categorie di rischio. Fa stranezza comunque che il Ministero della Salute confermi le indiscrezioni, parlando di nove casi, solo dopo una inchiesta giornalistica, quando sono due anni che negli ambienti tecnici si discute del problema (moltissimo materiale lo si trova anche in rete). Questa reazione scomposta e cieca è segno evidente che il sistema di produzione e commercializzazione del latte crudo deve essere bonificato una buona volta per tutte. Come è stato già fatto in altri paesi dell'UE.
Cara drssa Meldolesi,
non metto in discussione titoli di studio, così come non mi interessano aspetti personali di una faccenda che giustamente, come lei tiene a sottolineare, riguarda aspetti rilevanti di salute pubblica. Premesso che concordo con lei sulla massima cautela da fornire ai consumatori, e sul fatto che probabilmente sia necessario fare qualcosa, così come non posso non apprezzare la sua volontà mi sembra sincera di migliorare le cose,
mi limito a costatare che:
- il tenore dell'articolo (la cosiddetta metacomunicazione: foto, immagini e riquadri) è ispirata ad un certo sensazionalismo di maniera. Fare la giornalista, con quel che ne consegue, o informazione scientifica, con più stile? Non so se il Riformista vi concede queste scelte editoriali, ma per sua autotutela credo che le converrebbe davvero un tono più austero, su tematiche emergenti, e senza causazione certa della sindrome dal latte crudo(si parla di probabile legame, a livello medico, ma la certezza è altra cosa).
- come mai se nel 2007 ( e siamo a fine 2008) si erano già verificati 6-7 dei 9 casi di sindrome emolitico uremica, la notizia è comparsa l'altro ieri? credo che la domanda meriti almeno una risposta, dal momento che oltretutto nel 2008 i casi sarebbero meno della metà di quelli del 2007. Lei sa meglio di me che l'aspetto temporale è una variabile importante nel decidere come e quando fare uscire una notizia.
- mi risulta che la Regione Lombardia si sia perfettamente adeguata all'applicazione delle linee guida dell'intesa Stato Regioni. Se - come può accadere ad un giornalista-, ha informazioni di dettaglio, le metta sul piatto, ma la prego, sia più precisa.
Credo che possa giovare alla sua stessa attività di giornalista.
- giustamente il compito di un giornalista è quello di selezionare un lembo della realtà (in questo caso, del rischio alimentare)ed illuminarlo, lasciando in ombra tutto il resto. Ma qualcuno mi spiega come mai se epidemiologicamente 40 casi della sindrome sono segnalati in Italia ogni anno, di cui una decina probabilmente causati dal latte crudo (ammesso che tutto venga confermato), i 30 restanti casi non vengano nemmeno menzionati? se non è latte crudo è carne poco cotta e spesso di hamburger. Ma non credo che la cosa interessi qualcuno oggi in Italia. Ma spero di sbagliarmi.
Ringraziandola per svolgere una comunque difficile attività, le porgo i migliori saluti
Caro curraman,
evidentemente lei non sa come funzionano i giornali. Esiste chi scrive gli articoli, chi fa titoli e sommari, chi sceglie l’iconografico. E’ bizzarro dunque che voglia dare lezioni di giornalismo a chi fa il giornalista. Vengo ai punti che solleva
1) Se lei beve latte non pastorizzato che notoriamente comporta rischi di tossinfezioni, la ricoverano con una sindrome emolitico-uremica da E. Coli O157 e poi si scopre che le vacche che hanno prodotto quel latte erano portatrici di E. coli O157, lei crede che si possa dire che ha contratto la sindrome in seguito al consumo di latte non pastorizzato? L’epidemiologia è una cosa complicata, ma in questo caso, l’unico per il quale sono trapelati dettagli, mi sembra che ci siano elementi più che sufficienti per suonare l’allarme
2) Perché la notizia viene fuori adesso? Perché il caso di Legnago l’ho scoperto da poco e il resto del tempo mi è servito per scavare. La notizia l’ho fatta uscire non appena ho avuto elementi sufficienti per blindare l’inchiesta. E devo esserci riuscita se il Ministero ha deciso di ammettere l’esistenza di casi di infezione nell'uomo in Italia e annunciare un giro di vite. Quanto al numero di casi sospetti, la informo che per la sindrome emolitico-uremica non è obbligatoria alcuna notifica, esiste solo un registro volontario. Forse lei dovrebbe chiedersi perché il ministero non ha parlato di questi casi finché non vi è stato costretto da un’inchiesta giornalistica, invece di chiedere a me perché e percome ho fatto l’inchiesta.
3) Per buona parte delle tossinfezioni , secondo il rapporto annuale dell’Efsa, non è possibile trovare la pistola fumante, ovvero la fonte dell’infezione. Dunque il suo ragionamento non regge. Comunque se è per questo un bambino può beccarsi E. coli O157 anche andando in gita in un agriturismo se tocca cose sporche di letame e si porta le mani alla bocca, oppure mangiando verdure irrigate con acque contaminate da letame. Chiudo notando che se a lei il fatto che E. coli O157 venga rinvenuto periodicamente nei distributori di latte non pastorizzato, unito al fatto che abbiamo 9 casi di sindrome emolitico-uremica per i quali esistono forti elementi per sospettare che la causa sia il latte non pastorizzato, non sono una buona ragione per sostenere che esiste un problema di sanità pubblica, allora non so davvero cosa dirle.
Giuseppe Brandizzi di Biolà mi chiede di pubblicare la circolare del Ministero sui casi di infezione nell'uomo associati al consumo di latte non pastorizzato. Forse non crede alle conferme arrivate dopo la pubblicazione della mia inchiesta da parte del sottosegretario Martini e del direttore generale Borrello? Piuttosto Biolà dovrebbe spiegare perché sul suo sito web, nella sezione “Qualche consiglio” sostiene: “Per beneficiare al massimo della freschezza e delle vitamine consumarlo crudo (freddo o caldo riscaldato entro i 40 °C)”. Non ha sentito che persino il ministro Zaia dice che il latte non pastorizzato va bollito?
Con questa risposta, tardiva perché il commento di Brandizzi mi era sfuggito, considero chiusa la discussione. Chi vuole continuare, può farlo altrove.
Cara Sig.ra Meldolesi, io sono un'imprenditore agricolo che produce latte ovino e trasforma il proprio latte e quello di altre aziende limitrofe.Non posso fare a meno di intervenire a favore dei miei colleghi che stanno facendo un grandissimo lavoro a beneficio di tutta la popolazione non solo a livello salutare ma anche economico.Lei è convinta di conoscere il mondo dell'allevamento, delle buone pratiche di agricoltura e tutto quello che gira intorno ad un'azienda agricola? Quante volte ha assistito ad una mungitura? Quante volte ha assistito ad un parto in stalla?
Credo che, come lei sottolinei a curraman il fatto di non conoscere il funzionamento dei giornali, così lei non conosca affatto il settore PRODUTTIVO DEL LATTE ed è forse per questo motivo che cerca garanzie ulteriori a quelle che già ogni azienda agricola è tenuta a dare PER LEGGE.
Ha mai sentito casi di persone che hanno mangiato pesce crudo e sono state ricoverate? io sì!!! il sushi è stato tolto dal mercato?
Cara sig.ra Meldolesi la finisca di fare del terrorismo stampato, e si goda i prodotti che la natura ci ha messo a disposizione perchè quello che stanno facendo questi signori non è nient'altro che dare la possibilità a tutti di bere IN MODO SICURO,del latte NON MODIFICATO a prezzi acessibili ( non ci interessa pagare la pubblicità in televisione.)
E SI RICORDI CHE UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA!!!
Complimenti,
e' molto abile , e' riuscita ad avere della notorieta' creando un caso dal nulla , continua a gettare discredito sul latte crudo senza alcuna prova .
Per quanto mi riguarda, la mia ASL ed io ci atteniamo alle disposizioni della CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENT0 E BOLZANO seduta del 25 gennaio 2007 recepita integralmente dalla regione Lazio ( http://biola.it/filmati/070125%20IntesaStatoRegionilattecrudo.pdf) e non alle interviste di Zaia, quando ci saranno delle disposizioni formali, mi adeguero'.
- La dicitura 'Latte crudo non pastorizzato' e' apposta sul distributore e visibile al consumatore.Come da testo .
- Insieme alla ASL RM D ho effettuato circa 119 analisi individuali sulle feci per il coli O 157 , su una mandria di 60 capi in lattazione, tutte negative.
Non contento ho controllato la mandria per la Paratubercolosi (faccia uno scandalo anche su questo, le do una dritta), controllo non richiesto, ma per mia tranquillita', negativo.
Pubblichi le prove che il 10% dei produttori annacqua il latte, sempre che sia in grado .
Vede, Signora Meldolesi, noi Allevatori spaliamo merda tutti i giorni e se Lei ce ne vuole buttare un po' addosso per crearsi della notorieta', va anche bene... alla fine questa storia sara' un boomerang per Lei e per l' industria.
Solo una domanda: perchè i giornali devono sempre creare psicosi e fare di tutta l'erba un fascio?
Come in tante situazioni italiane, molto funziona bene e una minima parte male, ma quest'ultima ovviamente danneggia l'intera categoria, perchè non si parla mai delle cose che funzionano ma solo di quelle che non funzionano, ma a questo ormai siamo abituati da giornali e telegiornali.
La prossima volta però prima di scrivere un articolo sperando di far vendere più copie al proprio giornale, dovrebbe dare una ripassata alle regole del buon giornalista, che sicuramente hanno come punto fondamentale L'INFORMAZIONE OGGETTIVA. Possono anche esserci in un articolo dei commenti e una conclusione basata sulle opinioni del giornalista, ma non certo così di parte e pieni di acredine: sembra veramente che sia pagata dalla Granarolo o che i produttori di latte crudo o Beppe Grillo le abbiano fatto qualcosa di male!
Cara Signora, di mestiere giornalista.
..A questo punto un vero professionista, come lei ritiene di essere, dopo il “sospetto” e pilotato terrorismo giornalistico (mi riferisco a commenti letti sul suo blog), ha l’OBBLIGO di informare dettagliatamente e chiaramente tutti i suoi lettori e non!! (Il 60% dei quali ha sospeso, inutilmente spaventati, immediatamente il consumo del “latte crudo non pastorizzato” a causa della sua inutile “sparata” dannosa a tantissimi e utilissima a pochi. Era sufficiente che gli enti preposti avessero fatto ripristinare sulle macchine la scritta che loro stessi hanno fatto TOGLIERE tre mesi fa: “da consumarsi previo bollitura”).
…informarli sulle severe normative e sulle capillari e meticolose tecniche di controllo e analisi del latte destinato ad essere venduto come “crudo”; informarli dei vari passaggi a partire dal controllo delle vacche, al controllo del latte in fase di mungitura, alle analisi periodiche ravvicinate del latte appena munto, alle analisi sistematiche del latte nei distributori e ai controlli assidui che le USL “serie”* effettuano con preavviso di poche ore.
*mi riferisco alle USL di Rimini e Cesena poiché relative alla mia area di interesse e approfitto per fare loro i complimenti per la serietà e la peculiarità del loro lavoro!
N.B. se altre USL non fanno bene il loro mestiere, i provvedimenti da prendere sono altri.
Io non sarò un giornalista, ma secondo me, questo è il modo di “informare la gente” diversamente è “sparare a zero per fare notizia in maniera sbrigativa”.
Mi scuso ma mi sono fatto di lei un parere molto negativo.
Mi scuso ancora ma un libero professionista deve fare molta attenzione nello svolgere il proprio lavoro e soprattutto con esso non deve danneggiare ingiustamente la povera gente che lavora anche 16-17 ore al giorno per produrre un prodotto sano e di alta qualità nel rispetto delle norme.
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Lanciotti Roberto
– libero professionista – perito agrario -
consumatore di latte crudo
Non mi risulta esistano distributori automatici di sushi davanti alle scuole. Mi dispiace, ma sono convinta che la filiera corta non possa essere una zona franca dove è lecito trasgredire le più elementari regole di sicurezza alimentare. Perché avete paura di scrivere sui distributori che il latte non pastorizzato deve essere bollito?
La FDA (Food an Drug Administration)americana mette al bando il latte crudo ed i formaggi da latte crudo? Ovviamente perchè è pagata dalle multinazionali.
Anna Meldolesi sostiene che il latte assunto crudo può essere la causa di infezioni? Ovviamente perchè è al soldo della Granarolo, anche se non c'è un gastroenterologo italiano che sia di parere diverso rispetto a quello di Anna Meldolesi.
Viene invocato il principio di precauzione contro gli ogm anche se non c'è alcuna evidenza scientifica che siano nocivi alla salute -e nessuno protesta perchè si fa di ogni erba un fascio - ma ci si dimentica di invocarlo quando ci sono degli elementi forti che provano casi di infezione nell'uomo associati al consumo di latte non pastorizzato.
In Italia tutto funziona così e non c'è niente da fare. Il principio viene applicato quando è politicamente utile e contano di più il parere di cabarettisti (Grillo) e sociologi mancati(Carlin Petrini) che non quello degli scienziati.
Tutti ora suggeriscono di non bere latte crudo, compreso il Ministro Zaia che invita a far bollire anche i contenitori.
Che anche lui sia al soldo di Granarolo ?