Chiacchierando con Miriam Mafai ai margini di un convegno sugli Ogm, Miriam mi ha detto di trovare incomprensibile l'ostilità nutrita da parte del movimento delle donne nei confronti della scienza. In fondo si può sostenere che le donne siano quelle che dalla scienza e dalla tecnologia hanno guadagnato di più (lavatrici e anticoncezionali sono gli esempi più immediati). Mi è tornato in mente un volantino di Rifondazione Comunista, che in occasione delle ultime elezioni politiche invitava a votare contro la tecnoscienza che opprime il corpo delle donne. E mi è tornata in mente Vandana Shiva, con la sua retorica primitivista. A me sembra che i saperi tradizionali che piacciono tanto a lei e alle ecofemministe siano molto più funzionali all'oppressione delle donne delle conoscenze che derivano dalla scienza moderna, quella che alcune e alcuni definiscono logofallocentrica, o capitalista, o borghese e via continuando. Meera Nanda, filosofa della scienza indiana assai meno nota in Italia (e più interessante) di Vandana Shiva, anzi, sostiene proprio che la via olistica alla conoscenza - esaltata da una certa sinistra in occidente in opposizione alla scienza - è stata ed è ancora funzionale al mantenimento delle caste e della gerarchia di genere in India. Ne ho scritto oggi sul Riformista (Shiva Pasolini Rif 13 nov 08.pdf).
L'ecofemminismo aiuta le donne?
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