L'evoluzione umana è un'eterna lotta tra falchi e colombe. Mascalzoni contro altruisti, si potrebbe dire usando termini impiegati anche nella letteratura scientifica. I primi sono i bari e gli sfruttatori (cheaters), quelli che calpestano le regole e prosperano rifilando fregature agli altri. I secondi sono un gruppo variegato che include chi paga le tasse, onora le promesse, vuole essere d'aiuto ai suoi simili e via continuando. Per difendersi dagli imbroglioni, le società umane ricorrono a controlli e punizioni. E se questa strategia non basta a garantire la convivenza civile? Ebbene, non ci resta che spettegolare.
Il riferimento non è alla fuga dalla realtà cantata da Cristicchi ("Meno male che c'è Carla Bruni"). Ma proprio alla valenza evoluzionistica delle dicerie. Perché secondo alcuni studi proprio il gossip sarebbe la soluzione che i nostri antenati hanno sviluppato per arginare l'assalto dei disonesti. Una soluzione ancora praticata dagli uomini del terzo millennio, che uniscono un cervello plasmato nel pleistocene alla potenza della rivoluzione digitale. Chi è interessato a un resoconto scientificamente rigoroso può leggere la rassegna scritta da Rosaria Conte dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del CNR, in uscita sul prossimo numero di Darwin. Qui ci accontentiamo di qualche libera e tendenziosa estrapolazione. Gli evoluzionisti confermano quel che si era già capito leggendo i giornali: un piccolo numero di mascalzoni può accumulare fortune a spese della maggioranza perbene. Ma gli studiosi avvertono anche che "dopo aver spolpato all'osso le colombe, ai falchi non resta che avventarsi l'uno sulle risorse dell'altro". Se non si pone un freno, insomma, anche i gruppi sociali popolati dai falchi sono destinati a dissolversi. Per difenderci dobbiamo guardarci le spalle dai disonesti, ma in società allargate come la nostra le esperienze personali non bastano. Perché una colomba possa riconoscere i falchi che incontra deve poter accedere anche alle esperienze degli altri, ovvero deve fare affidamento sulla condivisione delle informazioni. Purtroppo la comunicazione classica, quella in cui ciascuno si assume la responsabilità di ciò che dice, ha dei costi elevati ed espone al rischio di ritorsioni. Riferire dicerie, invece, conferisce un vantaggio riproduttivo alle colombe, quello di evitare un certo numero di falchi senza pagare alcun prezzo per l'informazione necessaria. Ed è proprio per questo che l'evoluzione avrebbe premiato la tendenza al gossip. "Se la quantità di conoscenza utile che le colombe pettegole fanno circolare supera l'entità dei danni provocati, il vantaggio delle colombe aumenterà, rendendole competitive rispetto ai falchi", scrive Conte. Una buona dose di sussurri sulle altrui malefatte, dunque, è fisiologica e salutare. Almeno finché il tasso di calunnie resta sotto una certa soglia che qualche simulazione si è divertita a misurare. Ogni allusione al dibattito politico italiano è del tutto, ehm, casuale. (Anna Meldolesi, dal Riformista del 10 marzo 2010)

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